Economia della Salvezza o salvezza dell’economia?

Oramai papa Francesco ci sta abituando a vedere, nel nostro agire quotidiano, la spiritualità che sta alla base di ogni nostro piccolo o grande gesto. Nella stessa sua Enciclica Laudato si’  si possono intravedere numerosi spunti di riflessione in merito che portano a riconoscere, per esempio, nel lavoro persino un atto co-creativo con Dio.

In un’era economica come quella in cui stiamo vivendo noi in Italia, dove le banche “saltano” grazie al lavoro “ben fatto per se stessi” da parte dei vertici degli istituti finanziari, mettendo in ginocchio centinaia di migliaia di lavoratori veneti, o dove l’immigrazione sta diventando, per alcuni soggetti senza scrupoli, un lavoro redditizio, possiamo sinceramente credere nel valore spirituale del lavoro?

Direi proprio di sì, perché di per sé il valore dell’economia in generale, e del lavoro in particolare, non dipende dalle sue leggi più o meno morali o da un meccanismo di mercato buono o cattivo, ma dagli uomini. Per comprendere i fenomeni economici bisogna analizzare non tanto gli stessi ma ciò che li determina e quindi le scelte dei cittadini … cioè noi!

L’economista inglese Lionel Robbins divenne famoso anche per la sua illuminante definizione di economia come “scienza che studia la condotta umana come una relazione tra scopi e risorse scarse applicabili ad usi alternativi”.

Premesso ciò, salviamo l’economia oppure no? Io direi di sì, cercando, con le nostre scelte personali, di utilizzarla come strumento di co-creazione dell’economia della nostra Salvezza.

 

Alessandro Pellizzari – a.pellizzari@murialdoworld.org