Bisogna RI-ANIMARE l’economia!

Cari lettori,

papa Francesco non smette mai di stupire noi e il mondo intero!

Pensate che nel maggio scorso ha scritto una lettera ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo per invitarli all’evento “ECONOMY OF FRANCESCO”. Esso si terrà ad Assisi, dal 26 al 28 marzo 2020, e coinvolgerà circa 500 giovani economisti e imprenditori provenienti da diverse parti del globo. Saranno presenti, inoltre, alcuni premi Nobel e grandi imprenditori i quali, con la loro storia, dimostreranno che è realistico, oltre che vincente, svolgere un’economia diversa da quella tradizionale a cui siamo abituati.

Il santo padre vuole un incontro con chi studia (economisti) e pratica (imprenditori) un’economia diversa, «quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda». Per il papa, i giovani sono il presente e il futuro in tutti i sensi, anche dell’economia. Con loro vuole stabilire un “patto” che definisce “vincente” in quanto è convinto che i giovani abbiano un’energia in più, siano capaci di correre anche dei pericoli in più e siano più sensibili. L’idea di Francesco è di stare assieme, confrontarsi per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani: “Insieme per ri-animare l’economia”.

Quello di Assisi sarà un evento epocale ed innovativo, sia perché unisce due ambiti molto cari al santo padre, i giovani e l’economia, sia perché esso non si concretizzerà solo in un “incontro”, ma anche in un vero e proprio “patto”.

La scelta della città di Assisi è stata naturale: luogo in cui san Francesco, nell’azione di spogliarsi totalmente da ogni bene materiale, ha dato avvio ad una nuova economia in cui l’essere vivente arriva prima del denaro e delle cose materiale, dove quest’ultime sono a servizio dell’uomo e non un suo fine. Lo spogliarsi da tutto del “Poverello d’Assisi” non è stato un gesto definibile come “anti-economico”, ma l’inizio di un nuovo rapporto con la ricchezza, con le risorse, con l’ambiente e con l’intera Creazione.

Da san Francesco, però, si può imparare non tanto una tecnica di economia, ma lo spirito di una nuova economia, grazie al quale si evita di vivere una vita vincolata al dio denaro, come probabilmente è successo a Pietro di Bernardone, papà del santo d’Assisi.

Quella di papa Francesco è un’economia definibile come sociale, circolare, etica e inclusiva. Sociale, perché serve la persona umana; circolare, perché permette di offrire prosperità a tutti i membri della società; etica, perché orientata dai principi di giustizia, fraternità ed equità; inclusiva, perché serve tutte le persone, nessuna esclusa.

Il santo padre vuole che si ritorni all’economia delle origini, cioè all’economia come “gestione delle risorse del mondo per il bene comune di tutti”, cioè a un’economia più giusta, più inclusiva e più sostenibile di quella attuale.

Con la sua lettera enciclica Laudato Si’, Francesco afferma che mai come oggi tutto sia intimamente connesso; la terra è la nostra “casa comune” (in greco OIKOS ) e il papa chiede all’economia (dal greco OIKOSNOMOS, casa – legge) di difenderla e di difendere l’intera umanità che la abita.

Per fare ciò bisogna ripensare i paradigmi economici del nostro tempo e … quale miglior luogo si poteva scegliere per ispirare i giovani economisti e imprenditori invitati da Bergoglio se non proprio Assisi, città simbolo di un umanesimo della fraternità?

Grazie papa Francesco che stai, di fatto, facendo tue le parole rivolte dal Crocifisso al “Poverello d’Assisi” nella chiesetta di San Damiano: «Va’, Francesco, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina».

Alessandro Pellizzari – a.pellizzari@murialdoworld.org