Basta con il pessimismo antropologico – Focus Economia

3 luglio 2017
Alessandro Pellizzari

Cari lettori,

non vi sembra che sia il momento di andare oltre il cosiddetto pessimismo antropologico che considera tutti gli esseri umani opportunisti e auto-interessati? Certamente è una visione realistica ma non esclusiva. Sono numerosi gli esempi di persone che lavorano non solo per il proprio tornaconto economico ma anche per inseguire degli ideali o delle passioni.

Il fatto è che queste testimonianze spesso preferiscono muoversi lontano dai riflettori.

Dall’altra parte i mass media non danno risalto a queste vite così straordinarie nell’ordinaria quotidianità.

È proprio per tale motivo che, se non vogliamo alimentare il dilagare del pessimismo antropologico, dobbiamo intervenire noi a diffondere questa luce di speranza che vede anche nell’economia il prevalere di ideali come, per esempio, il bene comune. Non c’è solo l’interesse personale ma anche la reciprocità, in cui si dà valore alle relazioni e alla gratuità, convinti che proprio li si nasconda il segreto della felicità di ognuno di noi.

Vi ricordate l’antico detto latino “homo homini lupus” (letteralmente “l’uomo è lupo per l’altro uomo”)? Bene, ma il lupo non ha forse bisogno per sopravvivere degli altri lupi che formano il suo branco? Io credo che la nostra salvezza stia proprio qui e cioè nel bene relazionale. Qualsiasi persona non può pensare di essere felice da sola ma ha bisogno di appartenere ad una comunità che la riconosca come parte di essa.

L’economia della felicità non può che essere un’economia comunitaria.

Lupo

Articolo originale di Alessandro Pellizzari su Vita Giuseppina 2017/04